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Lungometraggi  LA DÉESSE DES MOUCHES À FEU | À TOUS CEUX QUI NE ME LISENT PAS |  L’ACROBATE | LES SALOPES OU LE SUCRE NATUREL DE LA PEAU | LE RIRE | ZIVA POSTEC : LA MONTEUSE DERRIÈRE LE FILM SHOAH  Cortometraggi  ZOO | A TRAVERS LES MURES | JOURS DE RAGE | PARLE-MOI | CLEBS | LA CHAMBRE | ANIKSHA | ÉCUME | LA SAISON DES HIBISCUS | LES VÊTEMENTS | NITRATE | M. CARREAUX | MONOLOGUES DU PAON | LA FEMME MIGRANTE | JE FINIRAI EN PRISON | BROTHERHOOD | TUPIQ A.C.T. DU NORD | L’ÉTREINTE DES VALKYRES 

LA DÉESSE DES MOUCHES À FEU di Anaïs BARBEAU-LAVALETTE / 105 min / Colore / 2020

Presentato in anteprima mondiale alla Berlinale e successivamente al Giffoni Film Festival, La Déesse des mouches à feu è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Geneviève Pettersen e racconta la discesa agli inferi di un’adolescente che a metà degli anni ’90 tenta di liberarsi dalle convenzioni della provincia canadese. Il flusso poetico del primo amore, le prime esperienze sessuali e con le droghe della giovane protagonista e del suo gruppo di amici, il punk rock, Kurt Cobain, Christiane F e Mia Wallace. Dal film emerge l’intimità narrativa del coming of age di una giovane ribelle che ha la forza e le debolezze di una dea perduta.


À TOUS CEUX QUI NE ME LISENT PAS di Yan Giroux / 107 min / Colore / 2018

Per tutta la vita Yves ha trascinato la sua valigia nelle case di chi lo accoglieva, per dedicarsi completamente alla poesia. Arriva così come una tempesta anche nella vita di Dyane e di suo figlio Marc, adolescente dedito allo studio che resta affascinato dal carisma e l’eclettismo di questo estraneo comparso all’improvviso nel letto di sua madre. Lo spirito ribelle del poeta è contagioso e spingerà Marc ad abbandonare i percorsi banali della vita. Liberamente ispirato alla vita e alle opere del poeta quebecchese Yves Boisvert (1950 – 2012), originario di L’Avenir e famoso per aver contribuito alla nascita del Festival Internazionale della poesia di Trois-Riviéres


L’ACROBATE di Rodrigue Jean / 134 min / Colore / 2020

In una città nord americana, in un momento di grande sviluppo del mercato immobiliare, Christophe, un professionista di mezz’età alla ricerca di una nuova abitazione, incontra Micha, giovane acrobata russo, e si lascia trascinare in una relazione sentimentale inaspettata. I due uomini si incontrano tutte le notti, nello stesso appartamento dove si sono conosciuti per caso e che Christophe ha istintivamente deciso di comprare. In pieno inverno, completamente tagliati fuori dal mondo esterno, gli amanti si immergono, trascinati dal desiderio, dentro abissi senza limiti.   


SALOPES OU LE SUCRE NATUREL DE LA PEAU di Renée Beaulieu / 97 min / Colore / 2018

Marie-Claire, madre e moglie felicemente sposata e docente universitaria di dermatologia, conduce una vita sessualmente libera che alcuni amici e colleghi considerano quasi sovversiva. La sua vita professionale e personale s’intrecciano, quando viene coinvolta in un progetto di ricerca sulla reazione delle cellule epidermiche all’eccitazione sessuale. La regista esordiente Renée Beaulieu mette in scena una sessualità femminile consapevole, complessa e rivoluzionaria. 


LE RIRE di Martin Laroche / 124 min / Colore / 2020

Québec ai giorni nostri. Valérie è sopravvissuta per miracolo ad una guerra civile dove ha perso il suo compagno. Innamorata di Gabriel, tenta di dimenticare il passato, nonostante i demoni che l’accerchiano. Lavorando in una casa di riposo per anziani, incontra Jeanne, una paziente ironica e saggia che a causa di una paralisi è costretta a letto e non è più autosufficiente. Nonostante i limiti fisici, riesce ad intessere con Valérie una relazione complice e d’amicizia, fuori dagli schemi. Mescolando realismo e surrealismo, Le rire indaga dal punto di vista profondamente umano la sindrome del sopravvissuto, l’elaborazione del lutto, il potere dell’amore e la gioia di essere vivi.


ZIVA POSTEC : LA MONTEUSE DERRIÈRE LE FILM SHOAH
di Catherine Hébert / Documentario / 92min / Colore / 2018

Ziva Postec ha consacrato circa sei anni della sua vita al montaggio di Shoah di Claude Lanzmann, monumentale documentario, film-fiume passato alla storia e considerato ormai visione imprescindibile. Sarta delle ombre, Ziva si è dedicata al cinema fino all’ossessione. Da Jaffa in Israele, dove vive, racconta i suoi ricordi personali e le emozioni legate ad un’operazione creativa fuori dal comune che, con oltre nove strazianti ore di materiali d’archivio, fa luce sullo sterminio degli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. 

 


ZOO di Will Niava / 12min / Colore / 2020

Un fraintendimento notturno fra i giovani di una gang e un uomo sospettoso degenera fino ad un punto di non ritorno…


A TRAVERS LES MURS di Larissa Corriveau / 20min / Colore /2020

Il mondo senza parole in cui vive Edmond, figlio unico di Jacques e Marie, scava dolcemente una faglia nel cuore della dimora familiare. Immergendosi nel suo immaginario, Marie scoprirà il regno fantastico che racchiude il silenzio di suo figlio.


JOURS DE RAGE di Eli Jean Tahchi / 20min / Colore / 2019

Trump ha riconosciuto Gerusalemme come la capitale d’Israele. Un tumore attacca un corpo invecchiato. Una donna è travolta da un tumulto di emozioni. Un cacciatore trova la sua preda. Si lasceranno tutti andare o riprenderanno il controllo delle loro vite?


PARLE-MOI di Jules de Niverville / 14min / Colore / 2021

Parle-moi racconta la lotta per l’integrazione in circostanze estreme, alternando due narrazioni distinte. I due protagonisti cercano di trovare un equilibrio e un’armonia nella loro interazione con il mondo esterno, mantenendo integra l’unicità della propria identità. Il film oscilla tra recitazione attorale e performance acrobatica, vacilla sul confine dove si mischiano la struttura narrativa e la performance circense.


CLEBS di Halima Ouardiri / 18min / Colore / 2019

Il pelo marrone, beige, bianco e nero si confonde con l’ocra della terra e dei muri inondati di sole. Siamo nel rifugio per cani randagi di Agadir in Marocco, dove più di 750 animali trovano aiuto e protezione in attesa di essere adottati. Con uno sguardo empatico, Halima Ouardiri rivela i giochi di luce e le coreografie inconsapevoli che regolano la vita della popolazione animale, dove il quotidiano sospeso evoca l’attesa ben più tragica di milioni di esseri umani alla ricerca di una terra che li accolga. 


LA CHAMBRE di Sami Mermer et Houman Zolfaghari / 19min / Bianco e nero / 2019

Tra il dolore dell’esilio e le ferite aperte della Guerra, due uomini sconosciuti si ritrovano per caso in una stanza. Per un attimo, i loro esili si sovrappongono e la purezza dell’amore umano si rivela, donando all’uno il coraggio di arrivare e all’altro di partire. 


ANIKSHA di Vincent Toi / 20min / Colore / 2020

Aniksha è una giovane donna che appartiene alla diaspora indo-mauritana. Dopo un matrimonio combinato, trova impiego in un’industria in forte espansione sull’isola di Mauritius. Sul lavoro incontra un supervisore enigmatico e scopre un mondo di possibilità che la porterà a dover scegliere tra le tradizioni del suo popolo e le libertà occidentali. 


ÉCUME di Omar Elhamy / 28min / Colore / 2020

L’autofficina è per i cinque amici e colleghi lì impiegati una seconda casa. Ognuno ha le sue particolarità e viene accettato per come è. Finché non arriva la cattiva notizia: presto l’autofficina sarà eliminata per far posto a un nuovo progetto di costruzione più redditizio.


LA SAISON DES HIBISCUS di Eleonore Goldberg / animazione / 10min / Colore / 2020

Kinshasa, 1993. La città è oggetto di violenti saccheggi da parte dei soldati zairesi. La famiglia di Rachel si rifugia presso l’ambasciata francese. Rachel ricorda. Scrive, disegna. I fantasmi dello Zaire riaffiorano mentre cerca di raccontare… ma poi dimentica.


LES VÊTEMENTS di Caroline Blais / animazione / 9min / Colore / 2019

La storia di una giovane donna e della sua relazione con i vestiti durante il cambio di stagione. Un inno emozionante alla bellezza microscopica delle piccole cose che ci stanno intorno, dove i vestiti che abitiamo si trasformano in portatori felici di memorie e ricordi.


NITRATE di Yousra Benziane / 15min / Colore / 2019

Il nitrato è un elemento presente nei fuochi d’artificio come nelle bombe. Così uno spettacolo pirotecnico riaccende i ricordi di un sopravvissuto di guerra, rituffandolo in un passato oscuro…


M. CARREAUX di Marie-Hélène Turcotte / animazione / 18min / Bianco e nero / 2020

Un racconto d’inverno: l’esperienza tangibile di un amore immaginario. 


MONOLOGUES DU PAON di Matthew Wolkow / 29min / Bianco e nero / 2020

Un incontro a metà tra poesia, ornitologia e improvvisazione musicale, sospeso nella distanza che congiunge il Castello Sao Jorge di Lisbona e la Rue Verville di Montréal. Una conversazione tra vicini, dopo il viaggio di uno dei due in Portogallo, evoca ricordi nell’altro. 


LA FEMME MIGRANTE di Eli Jean Tahchi / 20min / Colore /2015

Undici donne partecipano al casting di un film per il ruolo di una donna in burqua. Le donne si interrogano sul tema del velo e della figura femminile velata. Il girato stesso di queste interviste diventa un film documentario.


JE FINIRAI EN PRISON di Alexandre Dostie / 23min / Colore / 2019

Nel mezzo di un immenso deserto di neve, una donna al volante viene coinvolta in un incidente d’auto mortale, di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità…


BROTHERHOOD di Meryam Joobeur / 25min / Colore / 2018

Mohamed, un pastore che vive nella campagna tunisina con sua moglie e i loro due figli, è profondamente irritato al rientro da un lungo viaggio del suo primogenito con una misteriosa sposa. Nei tre giorni successivi, la tensione tra padre e figlio si trasforma in un conflitto irrisolvibile. Candidato all’Oscar 2019 come miglior cortometraggio. 


TUPIQ A.C.T. DU NORD di Aibille Idiout e Michael Napatuq / 5 min / Colore / 2019

Due acrobati circensi della troupe Tupiq ACT collaborano ad una coreografia, mettendo in scena elementi tradizionali della cultura Inuit della Costiera Hudson.


L’ÉTREINTE DES VALKYRES di Alan Lake / 16min / Colore / 2019

Film di danza che segue quattro esseri in evoluzione, in un ambiente a volte artificiale, a volte organico. Una metafora di ciò che unisce l’essere umano alla dimensione biologica: questi uomini e queste donne si liberano delle ultime vestigia dei loro ruoli civili, per abbandonarsi ai loro istinti selvaggi e occupare gli spazi bui dove la vita e la morte si confondono.